Auto elettrica aziendale

Parole di:

Emanuela

June 17, 2024
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Tutto ciò che c'è da sapere sulle auto elettriche aziendali

Quanto è importante la presenza di auto elettriche aziendali nella flotta? Che caratteristiche hanno? Quali agevolazioni e incentivi? Sono effettivamente ecologiche? Quanto consumano? Rispondiamo a questi e ad altri, numerosi, quesiti.

Introduzione

Quello della transizione della flotta all’elettrico è un trend di grande tendenza, oggi. Molte aziende avvertono la necessità e la volontà di ridurre le loro emissioni di CO2 e l’elettrificazione della flotta è un approdo estremamente efficace:

  • per abbracciare una filosofia più green,
  • per guadagnare in termini di immagine,
  • per agire nell’ottica della svolta ecologica auspicata dal piano del Green Deal europeo che prevede «zero emissioni nette entro il 2035».

Questo passaggio è quindi un argomento-chiave che non può che farsi, via via, sempre più rilevante.

Com’è naturale, l’elettrificazione della flotta rappresenta, per l’azienda, una sfida nuova e molto significativa, i cui punti cardine riguardano:

  • l’installazione di infrastrutture di ricarica,
  • la scelta del tipo di veicoli per implementare il proprio parco auto,
  • la sicurezza e la manutenzione delle vetture a basse o bassissime emissioni,
  • la gestione di una flotta di tipo nuovo,
  • la modifica della Car Policy aziendale in funzione del nuovo tipo di veicoli.

Vediamo allora, in dettaglio, ogni aspetto legato alle auto elettriche aziendali.

Come scegliere i veicoli green più adatti alle esigenze della propria flotta?

Veicoli aziendali ibridi

In genere, i Full Hybrid vengono preferiti ai Mild Hybrid, perché questi ultimi, in effetti, non portano una significativa diminuzione nelle emissioni di CO2. Anche gli ibridi plug-in si trovano, spesso, tra le soluzioni adottate nelle flotte aziendali per la transizione all’elettrico.

I modelli ibridi possono infatti viaggiare in città a zero emissioni (sfruttando il motore elettrico) e, aspetto molto rassicurante per driver e fleet manager, non presentano i problemi di autonomia delle vetture puramente elettriche grazie all’intervento del motore termico, ergendosi dunque a soluzione favorita per i lunghi viaggi.

I vantaggi dei veicoli aziendali ibridi:

  • riduzione delle emissioni di CO2 rispetto ai veicoli a motore termico;
  • spese inferiori per il mantenimento rispetto alle auto diesel e benzina;
  • possibilità di circolare in città in modalità puramente elettrica, dunque a zero emissioni (sì circolazione nelle ZTL, ad esempio, in modalità elettrica);
  • meno limitazioni in merito all’autonomia rispetto alle auto elettriche pure.

Gli svantaggi dei veicoli aziendali ibridi:

  • in autostrada non forniscono un’elevata convenienza in termini di consumi ed emissioni;
  • i costi di acquisto, di leasing, e di noleggio sono superiori in confronto ai veicoli a motore termico (ma restano comunque più bassi rispetto ai BEV);
  • maggiori spese di manutenzione rispetto ai veicoli a motore termico.

(Per una trattazione completa sull’essenza controversa dei veicoli ibridi, si legga la sezione 4. Ibridi plug-in: imbroglio o opportunità? dell’e-book La mobilità elettrica nelle flotte aziendali - Aspetti-chiave nella gestione di una flotta di veicoli elettrici, 2022).

Veicoli aziendali puramente elettrici

Come già accennato, in Italia non è – purtroppo – ancora presente una rete capillare di infrastrutture di ricarica pubbliche e private, gli incentivi statali non sono estesi in maniera considerevole alle aziende, e i veicoli in commercio non hanno ancora grande autonomia.

Nonostante questo, l’interesse verso la svolta green della flotta cresce e, in prospettiva, i BEV sono comunque considerati la scelta migliore per il futuro e la sostenibilità delle aziende.

I vantaggi dei veicoli aziendali puramente elettrici:

  • azzerano le emissioni di CO2;
  • nessuna restrizione alla circolazione a livello nazionale ed europeo (sempre permessa nelle ZTL, ad esempio);
  • agevolazioni nel pagamento dei parcheggi con strisce blu;
  • risparmio sui costi di mantenimento (costo più basso per l’alimentazione e spese di manutenzione contenute);
  • ritorno in termini di immagine per le aziende che sposano la filosofia green.

Gli svantaggi dei veicoli aziendali puramente elettrici:

  • ridotta autonomia delle vetture sui viaggi lunghi, che scatena l’“ansia da autonomia” in driver e fleet manager, che preferiscono dunque puntare ancora su modelli tradizionali a motore termico o, al massimo, su soluzioni ibride, al momento più rassicuranti;
  • conoscenza non ancora completa di questa tecnologia da parte delle aziende.

Ridotte agevolazioni fiscali per le aziende

Gli incentivi per l’acquisto dei veicoli elettrici, ibridi, plug-in e a motore termico (entro un certo limite di emissioni di CO2) sono, per lo più, concessi soltanto alle persone fisiche. Sono comunque previsti contributi alle piccole e medie imprese, ma solo ad alcune precise condizioni. Non sono, invece, previsti bonus specifici per le flotte aziendali, le quali usufruiscono, invece, di incentivi per l’installazione di punti di ricarica interni all’azienda. (Si legga, in proposito, l’articolo: Installare stazioni di ricarica per auto elettriche in azienda).

In particolare:

le piccole e medie imprese (comprese anche le persone giuridiche) che esercitano l’attività di trasporto di merci in conto proprio o in conto terzi, possono beneficiare di incentivi per l’acquisto di veicoli commerciali di categoria N1 e N2, nuovi di fabbrica, ad alimentazione esclusivamente elettrica. Il contributo viene concesso con la contestuale rottamazione di un veicolo omologato in una classe inferiore a Euro 4.

(I veicoli N1 sono quelli destinati al trasporto di merci, aventi massa massima non superiore a 3,5 t; mentre i veicoli N2 hanno massa massima superiore a 3,5 t ma non superiore a 12 t).

Ecco lo schema degli incentivi per i veicoli commerciali elettrici previsti negli anni 2022, 2023 e 2024:

  • 4.000 euro per l’acquisto di veicoli N1 fino a 1,5 t;
  • 6.000 euro per i veicoli N1 superiori a 1,5 t e fino a 3,5 t;
  • 12.000 euro per i veicoli N2 da 3,5 fino a 7 t;
  • 14.000 euro per i veicoli N2 superiori a 7 t e fino a 12 t.

Conclusione

Alla luce dei suddetti punti di forza e delle criticità evidenziate per i diversi tipi di veicoli ad alimentazione alternativa e dei (purtroppo ancora ridotti) incentivi per le aziende, i fleet manager potranno pensare di selezionare i veicoli elettrici migliori per l’elettrificazione graduale della loro flotta, impegno che si rivela ormai necessario per rientrare nei programmi di decarbonizzazione previsti dal Green Deal europeo.

Come scegliere i veicoli elettrici per la tua flotta - Avrios IT

Conviene avere vetture e veicoli commerciali elettrici nella flotta?

I pro delle auto elettriche per le aziende

Ecco i vantaggi rappresentati dai veicoli elettrici:

  • Emissioni di CO2 ridotte/azzerate: con l’elettrificazione della flotta, ci si pone in linea con il Green Deal europeo e si contribuisce dunque alla sensibile diminuzione dell’inquinamento atmosferico.
  • Ritorno in termini di immagine: le aziende che sposano la causa ecologica e si impegnano nella transizione all’elettrico della propria flotta hanno un riscontro molto positivo in termini di immagine, acquisiscono infatti prestigio tanto a livello nazionale, quanto internazionale.
  • Vantaggi nella circolazione cittadina: le auto elettriche usufruiscono gratuitamente dei parcheggi con strisce blu e possono circolare liberamente nelle Ztl e nei centri storici, così da ridurre i costi per l’azienda.
  • Contenimento dei costi per il “rifornimento”: la ricarica elettrica costa sensibilmente meno rispetto al rifornimento con benzina/diesel. Questo consente un significativo contenimento dei costi per l’azienda.
  • Contenimento dei costi per la manutenzione: i veicoli totalmente elettrici necessitano di minor cura rispetto a quelli endotermici e consentono di risparmiare in maniera considerevole. Questo, principalmente, perché – come esplicitato con estrema chiarezza e sintesi nello studio condotto da Motus-E – «meno cose ci sono in un motore, meno cose si possono rompere.», e i motori delle vetture elettriche possiedono sino all’80% in meno di componenti rispetto a quelle a gasolio/benzina.
  • Incentivi sull’acquisto delle colonnine di ricarica: Sono 90 i milioni di euro stanziati dal Governo e dal Ministero della Transizione Ecologica per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture e punti di ricarica per auto elettriche: si tratta del «Bonus Colonnine Elettriche» (gestito dalla società Invitalia), che prevede un contributo statale a fondo perduto del 40% (Decreto del Ministero della Transizione Ecologica del 25 agosto 2021). Quest’iniziativa è dedicata ad aziende, enti pubblici, e privati che svolgono attività commerciali (quindi: persone fisiche che esercitano attività commerciali, artistiche e professionali e persone soggette all’imposta sul reddito delle società - IRES).
  • Comfort alla guida: un aspetto che potrebbe incontrare il favore dei dipendenti. Le auto elettriche sono infatti molto confortevoli grazie alla loro silenziosità estrema e alla loto fluidità nella guida.
  • Accelerazione vivace: altro punto interessante per i dipendenti, la prontezza di questi veicoli nella reazione all’accelerazione dovuta alla coppia nel motore, che è maggiore rispetto a quella delle endotermiche.  
  • Inquinamento acustico ridotto: grazie alla particolare silenziosità di questi veicoli, anche l’inquinamento acustico si riduce considerevolmente.

I contro delle auto elettriche per le aziende

Ecco gli svantaggi legati ai veicoli elettrici:

  • Costi elevati: le auto elettriche hanno costi decisamente elevati rispetto alle loro versioni endotermiche.
  • No incentivi per l’acquisto: per le aziende (italiane) non sono previsti bonus per l’acquisto di veicoli elettrici, ma solo per l’installazione delle colonnine di ricarica.
  • Poche colonnine di ricarica: il nostro Paese non dispone ancora, ad oggi, di una fitta rete di infrastrutture di ricarica. Questo fa sì che fleet manager e autisti non siano tranquilli durante gli spostamenti lunghi dei mezzi della propria flotta, preoccupati di restare senza energia in zone non servite da colonnine. Esistono, comunque, app dedicate che consentono di individuare le colonnine per tempo e di pianificare, in base a quelle, il percorso da effettuare.
  • Tempi lunghi per ricaricare: attualmente, per ricaricare completamente una vettura elettrica presso un impianto tradizionale occorrono circa otto ore. Ecco perché è bene lasciare il mezzo in carica durante la notte, al fine di ritrovarlo operativo al mattino. (Molti costruttori, però, assicurano la possibilità di ricaricare l’80% della batteria in soli trenta minuti, così da garantire energia sufficiente per gli spostamenti quotidiani, soprattutto cittadini).
  • Autonomia: ad oggi, l’autonomia media di un veicolo totalmente elettrico è di circa 290 km. Garantisce dunque gli spostamenti cittadini, ma non consente di effettuare tratte lunghe, se non interrompendole per fare “rifornimento”.
  • Sicurezza batterie: ultimamente, sempre più numerosi sembrano essere i casi di incendio di auto elettriche. L’imputato principale, ogni volta, pare essere la batteria, anche se non esistono ancora evidenze secondo le quali i veicoli elettrici andrebbero a fuoco più facilmente di quelli tradizionali.
  • Smaltimento batterie: le batterie delle auto elettriche, più grandi e più pesanti di quelle delle auto endotermiche, sono formate da centinaia di singole cellule di ioni di litio (le quali tendono a esplodere, se maneggiate in modo non opportuno) e contengono, negli accumulatori, elementi molto pericolosi e altamente inquinanti, quali il cobalto, il manganese, e il nichel. Esistono, ad oggi, ancora pochissime strutture in grado di smaltirle totalmente: in Europa, si concentrano in Germania, ma per uno smaltimento realmente completo ed efficace occorre guardare all’Estremo Oriente (Corea e Filippine), dove le aziende cinesi possiedono le giuste tecnologie per l’intero processo e smaltiscono tutte le batterie del loro mercato interno e di quello mondiale.

I pro e i contro dei veicoli elettrici commerciali per le aziende:

I più grandi ostacoli che frenano ancora le aziende di fronte all'implementazione di veicoli commerciali elettrici nella flotta sono:

  • il costo elevato di questi mezzi,
  • la disomogenea distribuzione delle colonnine di ricarica sul territorio italiano,
  • il prezzo dell'elettricità.

Per contro, però:

  • la presenza di incentivi sull'acquisto, assicurati fino al 2024,
  • la consapevolezza del notevole risparmio sul TCO

sono gli aspetti che spronano maggiormente i fleet manager all’acquisizione di veicoli commerciali a basse e bassissime emissioni.

I pro e i contro delle auto elettriche per le aziende - Avrios IT

Veicoli elettrici commerciali (avrios.com)

Le auto green sono effettivamente ecologiche?

Parliamo del grado di sostenibilità delle auto green:

  • le auto elettriche sono viste come una valida alternativa a lungo termine per un futuro più verde e sostenibile. Dopotutto, l'idea di base che i veicoli siano alimentati in modo più pulito e producano meno emissioni è tutt'altro che falsa.
  • L'unica cosa da notare è che, sebbene molti dettagli siano già stati modificati positivamente, c'è ancora grande margine di miglioramento. I fattori ambientali della mobilità elettrica devono quindi essere considerati nella loro totalità per consentire un equilibrio ben ponderato.
  • Il miglioramento nella produzione di batterie in vista di condizioni sostenibili nell'estrazione delle materie prime necessarie è solo un punto cruciale per un futuro più sostenibile.
  • Alimentate da energie rinnovabili, le auto elettriche sono più rispettose del clima rispetto ai motori a combustione e possono convincere in termini di basse emissioni.
  • Infine, i veicoli a bassa rumorosità sono una componente importante per città pulite con meno rumore e smog.

Se si ottimizzano i pochi punti critici nel tempo, le auto elettriche arriveranno ad essere completamente ecologiche.

Auto elettriche: sono effettivamente ecologiche? (avrios.com)

Quanto consentono effettivamente di risparmiare, sui consumi, i veicoli green?

Le auto elettriche consentono un significativo risparmio sui consumi rispetto alle auto endotermiche se:

  • si verificano tutte le condizioni ideali di utilizzo dei veicoli stessi;
  • il prezzo dell’energia elettrica resta contenuto a livello globale.

In caso contrario:

  • i consumi dell’elettrico potrebbero non essere ancora competitivi rispetto a quelli dell’endotermico, che, tutto sommato, consente comunque ancora di risparmiare, a fronte di condizioni di utilizzo dell’elettrico non sempre ideali.

I consumi delle auto elettriche: si risparmia davvero? - Avrios IT

La manutenzione delle auto elettriche e ibride

In generale, se:

  • le auto ibride richiedono una manutenzione del tutto simile a quella delle auto a motore endotermico (possedendo, esse, oltre alla batteria, anche un motore tradizionale),
  • i veicoli totalmente elettrici necessitano invece di minor cura e consentono di risparmiare in maniera considerevole. Questo, principalmente, perché – come esplicitato con estrema chiarezza e sintesi nello studio condotto da Motus-E – «meno cose ci sono in un motore, meno cose si possono rompere.», e i motori delle vetture elettriche possiedono sino all’80% in meno di componenti rispetto a quelle a gasolio/benzina.

Per i veicoli elettrici, dunque, non ci si deve preoccupare della messa a punto, del cambio olio, del lavaggio del sistema di raffreddamento, della trasmissione, del filtro dell’aria, delle candele, delle cinghie di trasmissione, e così via.

Questo, comunque, non significa che l’auto elettrica non abbia bisogno di manutenzione, ma che il costo per la stessa sia i due terzi, se non addirittura la metà, di quella per le auto tradizionali.

La prassi nella manutenzione delle auto elettriche

I produttori di veicoli elettrici consigliano, come prassi, la manutenzione ogni 20/30mila km o ogni dodici mesi e un’attenzione rivolta, in particolare, agli pneumatici.

Sarà dunque necessario:

  • effettuare la rotazione periodica degli pneumatici e il controllo della loro pressione,
  • il controllo/la sostituzione delle spazzole dei tergicristalli,
  • il rabbocco del liquido di pulizia del parabrezza,
  • procedere con la classica revisione (la quale, però, non prevederà il test sulle emissioni e comporterà meno controlli),
  • il controllo del liquido di raffrescamento/riscaldamento della climatizzazione della batteria, che comunque dura attorno agli otto anni.

E la batteria? Non ha bisogno di manutenzione?

La batteria ha bisogno di manutenzione?

Per quanto riguarda la batteria, essa è progettata in modo tale da durare, in media, per tutto il tempo di vita dell’auto, quindi dagli otto ai dieci anni (il loro smaltimento, invece, resta un punto critico). Non si rendono necessarie, dunque, spese per la sua manutenzione, a meno che non si verifichino eventi eccezionali. Occorre, però, porre attenzione – come si accennava nel paragrafo precedente – al liquido di raffrescamento e di riscaldamento, il quale, comunque, dura per ben otto anni. Le batterie delle vetture elettriche, infatti, possiedono un sistema di climatizzazione molto raffinato e necessitano di raffrescamento quando si surriscaldano e di riscaldamento in caso di esposizione a temperature troppo basse.

La manutenzione delle auto elettriche - Avrios IT

La manutenzione delle auto ibride - Avrios IT

La deducibilità delle auto elettriche

Per poter capire se le auto elettriche siano deducibili, è necessario consultare l’articolo 164 del Tuir, Dpr 917/1986, il quale tratta proprio i “Limiti di deduzione delle spese e degli altri componenti negativi relativi a taluni mezzi di trasporto a motore, utilizzati nell'esercizio di imprese, arti e professioni”.

Questo articolo spiega, in particolare, che:

“le spese e gli altri componenti negativi relativi ai mezzi di trasporto a motore, indicati nello stesso articolo, sono soggette a vari tipi di deduzione”.

(I componenti negativi del reddito sono spese sostenute dall’azienda per poter perseguire i suoi obiettivi di mercato e di crescita, quindi beni materiali che immateriali).

E, più nello specifico, che:

“Sono deducibili nella misura del 20% le spese relative alle autovetture e autocaravan, di cui alla lettera a e alla lettera m del comma 1 dell'articolo 54 del Dlgs 285/1992, mentre la quota di deducibilità sale al 70% per i veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d'imposta”.

È possibile dedurre anche la ricarica

Sempre in virtù del medesimo articolo, il quale non prevede specifiche distinzioni su quali siano le componenti detraibili, anche la ricarica delle auto elettriche aziendali risulta detraibile, ma sempre in funzione dell’uso che si fa del veicolo.

  • In generale, è possibile detrarre il 20% dei costi di ricarica,
  • se l’auto è concessa ad uso promiscuo ai dipendenti, la deducibilità dei costi di ricarica sale al 70%.

Conclusioni

Per legge è quindi possibile detrarre le spese legate alle auto elettriche aziendali (noleggio e ricariche) in varie percentuali, a seconda dell'uso che l'impresa/la partita iva fa dei veicoli.

deducibilità auto elettriche aziendali (avrios.com)

Gli incentivi per le auto elettriche

In Italia, gli incentivi sulle auto elettriche:

Gli altri Paesi europei, infatti, a parte la Polonia, sono tutti in posizioni molto più avanzate rispetto alla nostra sull’elettrico, proprio grazie a un sistema di tassazione e di incentivi che penalizzano le vetture a combustione e valorizzano in maniera molto importante quelle elettriche.

Quali incentivi sono ancora disponibili fino al 2024?

Gli incentivi per i veicoli che emettono tra i 61 e i 135 g/km di CO2 sono terminati.

Sono però ancora disponibili gli incentivi per i veicoli con emissioni inferiori, perciò elettrici e ibridi (contributi che oscillano tra i 2 e i 5 mila euro).

Prospettive future: seguiremo il modello di tassazione norvegese?

Per quanto riguarda la tassazione, esistono studi che prospettano un ipotetico gravare fiscale sui veicoli elettrici, che potrebbe ricalcare il modello norvegese.

In Norvegia, infatti:

  • dal 1° gennaio 2023, è in vigore una tassa sulle auto elettriche, diretta però soltanto ai veicoli con un prezzo di listino superiore ai 49.000 euro;
  • è di nuovo in vigore la tassa sulla registrazione del veicolo all'acquisto (era stata abolita per le vetture elettriche e ridotta del 15% per le ibride plug-in);
  • è previsto un costo ulteriore per ogni chilo oltre i 500, il quale aumenta di molto sopra i 1.000 e ulteriormente sopra 1.500. Il valore presunto per le vetture green sarebbe di 1,21 euro al kg sopra i 500 kg. (Le auto elettriche, in genere, pesano oltre i 1.500 chilogrammi).

Conclusioni: incentivi fino al 2024, ma poi?

  • Gli incentivi per l'acquisto di auto elettriche e ibride resteranno validi fino al 2024.
  • Attendiamo le mosse in materia da parte del nostro governo dal 2025, per comprendere se estenderà gli incentivi anche alle aziende, iniziativa che darebbe una spinta decisa alla transizione all'elettrico di molte flotte.
  • Resta da capire inoltre se l'Italia possa prendere esempio dal modello norvegese di tassazione sui veicoli green, caricando ulteriormente, a livello fiscale, i cittadini e le imprese.

incentivi auto elettriche (avrios.com)

Il bollo delle auto elettriche

In linea generale, per le auto elettriche e ibride il bollo:

  • non è da corrispondere per i primi 5 anni dalla prima immatricolazione;
  • dal sesto anno, si paga una cifra pari a un quarto rispetto a ciò che si deve corrispondere per un’auto endotermica di pari potenza.

Ci sono però diverse eccezioni, in base alle regioni.

Vediamo allora tali eccezioni (come da tabelle ACI) sempre tenendo valida, se non specificato diversamente, la linea generale appena presentata:

  • Due regioni (Lombardia e Piemonte) hanno decretato l’esenzione a vita del bollo per le auto elettriche. Sempre in queste regioni, per le auto ibride: in Lombardia, l’importo del bollo viene calcolato moltiplicando i kW del motore endotermico per 2,58; in Piemonte, esenzione per i primi 3 anni dall’acquisto del veicolo se sotto i 100 kW.
  • in Campania: per le auto elettriche, esenzione per 7 anni dall’immatricolazione; dall’ottavo anno, pagamento di un quarto del bollo che si corrisponderebbe per un’automobile endotermica con le stesse caratteristiche. Le ibride con benzina e/o gasolio non pagano il bollo per 5 anni, mentre quelle con metano, per 3 anni.
  • In Emilia Romagna: le auto ibride non pagano il bollo per 3 anni.
  • In Lazio: per le auto ibride acquistate dal 1° gennaio 2023, il bollo sarà obbligatorio.
  • In Liguria: 3 anni di esenzione sia per i veicoli elettrici che per quelli ibridi.
  • In Veneto: esenzione di 3 anni per i proprietari di auto ibride.

Bollo auto elettriche - Avrios IT

La sicurezza delle auto elettriche

In generale, sommando le valutazioni di Euro NCAP alle caratteristiche di sicurezza, le versioni elettriche risultano ad oggi leggermente più sicure (seppur di pochissimo) rispetto a quelle endotermiche, in particolare per quanto riguarda la Safety Assist, che è di certo più avanzata nei nuovi modelli, il baricentro basso, il peso elevato, e lo stile di guida che richiedono.

I loro punti deboli risiedono, invece, principalmente nella loro silenziosità e nella tendenza (riscontrata nell’ultimo periodo, ma ancora priva di evidenze scientifiche) a incendiarsi.

Questo trend – ora debolmente positivo – comunque, si farà sempre più marcato, portando, nel prossimo futuro, le auto elettriche a superare di gran lunga, in sicurezza, la loro versione endotermica, grazie all’impegno posto dai produttori in questo mercato, che soppianterà quello tradizionale.

La sicurezza delle auto elettriche - Avrios IT

Lo smaltimento delle batterie

Lo smaltimento delle batterie delle auto elettriche è uno degli argomenti più discussi per quanto riguarda la transizione all'elettrico. Se, come si prevede, entro il 2030 sulle strade europee circoleranno circa trenta milioni di auto elettriche, si avrà – senza dubbio – un miglioramento sensibile quanto alla riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera, ma si presenterà un nuovo, eclatante, problema: molte delle parti di questi veicoli, infatti, sono del tutto simili a quelle delle auto tradizionali, tranne le batterie.

E proprio quello delle batterie sarà uno scoglio quasi drammatico, in quanto si renderà necessario arrivare a smaltirle in maniera del tutto sicura e non eccessivamente costosa:

  • Le batterie classiche, infatti, si compongono di piombo e acido e sono facilmente riciclabili.
  • Le batterie delle auto elettriche, invece, più grandi e più pesanti, sono formate da centinaia di singole cellule di ioni di litio (le quali tendono a esplodere, se maneggiate in modo non opportuno) e contengono, negli accumulatori, elementi molto pericolosi e altamente inquinanti, quali il cobalto, il manganese, e il nichel. Materiali che sono anche molto preziosi, perché le riserve, nel mondo, non sono inesauribili, com’è ovvio. È bene notare, peraltro, che nel momento in cui un prodotto  porta al consumo irrimediabile di risorse non rinnovabili, esso diventa non più sostenibile. Sarebbe quindi un paradosso, per i veicoli elettrici, avere sezioni non recuperabili. Occorrono soluzioni.

Smaltimento batterie auto elettriche: problemi e prospettive (avrios.com)

L'auto green come fringe benefit

Entrando, l’auto aziendale, a far parte – in qualità di fringe benefit – del reddito del dipendente, essa viene tassata. Ma in che modo?

  • Per gli accordi sulla concessione dell’auto come fringe benefit presi prima dell’1 luglio 2020, la tassazione si basa sulle tabelle chilometriche Aci (si tratta di tabelle pubblicate annualmente sulla Gazzetta Ufficiale. Vi si trovano i valori per tutti i veicoli esistenti sul mercato, suddivisi per tipologia, per motorizzazione e per il loro essere in produzione o meno): «è considerato reddito del dipendente il 30% del costo che deriva dal percorrere quindicimila chilometri in un anno con quel determinato tipo di automobile», recita la normativa.
  • Per gli accordi sulla concessione dell’auto come fringe benefit presi a partire dall’1 luglio 2020, invece, la tassazione dei veicoli a uso promiscuo è inversamente proporzionale al livello di emissioni dell’automobile in questione (più inquinano, più costano ai dipendenti).
  • Per i contratti stipulati dall’1 gennaio 2021, inoltre, grazie a un emendamento al Decreto Sostegni-bis, cambiano le soglie di pagamento, si allargano leggermente le maglie: se prima, ad esempio, la tassazione era del 30% alla luce di emissioni di CO2 comprese tra i 61 e i 160 g/km, ora quel 30% comprende veicoli con emissioni tra i 61 e i 190g/km. Per emissioni tra 191 e 230 g/km diventa del 50%, e sopra i 230 g/km, è del 60%. La soglia resta invece immutata per la tassazione del 25% (veicoli con emissioni tra 0 e 60 g/km).

Questo significa che le auto green, quindi a basse o bassissime emissioni (ibride ed elettriche) comportano una tassazione minima. Ecco il motivo per il quale, attualmente, sono le più richieste anche dai dipendenti. Pesantemente penalizzate, invece, le endotermiche con emissioni elevate.

Il tutto in accordo con la svolta ecologica auspicata dal piano del Green Deal europeo, quella che prevede «zero emissioni nette entro il 2035».

La spiccata tendenza a volere come benefit le auto green

Il fringe benefit, come abbiamo detto, è una parte fondamentale della politica di welfare di un’azienda. E non è solo una questione di concessione di un bene o di un servizio, ma parte da più lontano:

  • si tratta, infatti, dell’ultimo tassello di un ampio ragionamento che coinvolge una grande quantità di passaggi. È l’impegno, da parte della compagnia, profuso nel comprendere a fondo le inclinazioni e le necessità dei dipendenti (al fine di capire cosa possa far loro più piacere ricevere), è il frutto della vicinanza della direzione nei confronti di coloro i quali rendono possibile la produzione e l’avanzamento di quella realtà lavorativa, è l’interesse nella gratificazione, nel riconoscimento, nella soddisfazione.
  • Ed è strategia positiva e propositiva. È la capacità del datore di lavoro di saper concedere per motivare, per incentivare, per migliorare la permanenza dei dipendenti e la loro performance.

Nel meccanismo del fringe benefit, dunque, risiede un punto di estrema rilevanza nella gestione di un’azienda.  

Infine, il peso della svolta green europea si ripercuote in maniera significativa sia sul processo di elettrificazione delle flotte aziendali che sulle scelte dei dipendenti in merito alle auto da ottenere come fringe benefit: le preferenze, com’è ovvio, ricadono ormai principalmente su veicoli ibridi ed elettrici al fine d’esser gravati da un peso fiscale d’entità decisamente contenuta.

L’auto aziendale ibrida o elettrica come fringe benefit - Avrios IT

La ricarica dell'auto elettrica in azienda: benefit o servizio?

Come benefit

Offrire la ricarica dell’auto elettrica ai dipendenti come benefit (e come omaggio a clienti e visitatori) comporta:

  • una forte motivazione per i dipendenti;
  • la soddisfazione di clienti e visitatori, che si fidelizzano;
  • un ritorno importante in termini di immagine per l’azienda, in quanto si mostra attenta alla filosofia green e alle esigenze di dipendenti ed esterni.

Risvolti economici della ricarica come benefit per i dipendenti

Dal 10 giugno 2022, con la risposta ad interpello numero 329, l’Agenzia delle entrate ha predisposto che «la ricarica fornita gratuitamente dalla società al lavoratore dipendente per la sua auto elettrica, nell’ambito di interventi di welfare aziendale, non genererà in capo allo stesso alcuna tassazione aggiuntiva».

Ciò significa che la ricarica fornita gratuitamente al lavoratore dipendente per la sua auto elettrica non comporta un aggravio di imposte nella busta paga.

Come servizio a pagamento

Nel caso in cui, invece, l’azienda decidesse di proporlo come servizio a pagamento,potrebbe chiedere:

  • 1) che venga corrisposto un costo fisso a cadenza regolare da pattuire (in genere si tratta di importi contenuti, che si aggirano sui dieci euro al mese);
  • 2) che si contabilizzi l’effettivo consumo di ciascuno, grazie a colonnine “smart”, abbinate a tessere RFID (Radio-Frequency Identification, Identificazione a radiofrequenza), che funzionano con un sistema di tecnologia a riconoscimento automatico grazie alla presenza di un chip (basta avvicinare la tessera alla wallbox per attivarla).

Conclusioni

Installare colonnine di ricarica in azienda è dunque un punto fondamentale per la transizione della flotta all’elettrico e conviene alla società in virtù degli incentivi statali consistenti dedicati.

In genere, le società tendono a fornire questo servizio come benefit gratuito (almeno per un primo momento) ai dipendenti, per incontrare le loro necessità e per motivarli, e come omaggio a visitatori e clienti per fidelizzarli e avere un ritorno importante d’immagine.

In un secondo momento, è possibile anche pensare di far corrispondere un corrispettivo, perlomeno agli utilizzatori più assidui, essendo le cifre in questione significativamente contenute.

Ricarica auto elettrica in azienda: benefit o servizio? - Avrios IT

Il mercato delle auto elettriche usate

Quali sono i vantaggi dell’usato elettrico?

Considerando tutti gli aspetti fondamentali da valutare per l’acquisto di un usato elettrico, i vantaggi principali nel comprare un’auto elettrica di seconda mano risiedono principalmente nel:

  • prezzo relativamente basso dovuto all’importante svalutazione già dopo quattro anni dal primo acquisto;
  • essere in pronta consegna in una realtà, come quella odierna, in cui il mercato automobilistico costringe ad attese lunghissime;
  • costo basso dell’assicurazione delle vetture a zero emissioni;
  • poter circolare in zone interdette alle auto endotermiche a livello urbano.

Esiste un mercato per le auto elettriche usate provenienti dalle aziende?

Considerando che (come spiegato nei paragrafi precedenti), a livello di batteria, è meglio che la stessa sia stata ricaricata a basso voltaggio e per periodi lunghi:

  • le auto aziendali che sono invece perlopiù state ricaricate presso colonnine ad altissimo voltaggio e per periodi brevi verranno valutate negativamente.
  • Se invece l’azienda ha avuto la possibilità di effettuare le ricariche overnight presso wallbox installate in sede, sicuramente avrà un punto a favore nella valutazione dello SOH delle sue vetture.

Il mercato non è comunque ancora molto sviluppato, né per i privati, né per le aziende, perché il nuovo non è ancora così presente sul nostro territorio.

Si auspica che, incrementando la vendita di elettrico nuovo, nel giro di pochi anni possa crearsi anche un valido mercato dell’usato, che preveda magari anche il ricondizionamento delle batterie, così da ovviare a tutti i problemi principali legati alla valutazione di questo tipo di veicoli di seconda mano.

Auto elettriche usate: un mercato che conviene? - Avrios IT

Ma come promuovere l'uso dell'auto elettrica aziendale tra i dipendenti?

L’azienda, per promuovere tra i dipendenti l’utilizzo dei veicoli sostenibili, ha la possibilità di:

  • proporre ai dipendenti sondaggi sulle loro preferenze/abitudini alla guida per ottenere informazioni aggiuntive sulle loro necessità e poterle incontrare al meglio,
  • proporre test drive per auto elettriche ai dipendenti, così da far loro avere una percezione diretta del funzionamento di questi veicoli,
  • formare i dipendenti sull’utilizzo dei veicoli green e sulle loro grandi potenzialità e qualità, sottolineandone i vantaggi,
  • garantire punti di ricarica in azienda o presso il domicilio dei dipendenti stessi,
  • offrire la ricarica come benefit e non come servizio (almeno per un determinato periodo),
  • organizzare un sistema di bonus e incentivi per coloro che sceglieranno veicoli green e non per i dipendenti che preferiranno veicoli tradizionali,
  • sottolineare i vantaggi dei fringe benefit in busta paga per le auto sostenibili. Se l’auto aziendale è ibrida o elettrica, infatti, è più conveniente che sia contemplata come fringe benefit, perché a partire dall’1 luglio 2020, la tassazione dei veicoli a uso promiscuo è inversamente proporzionale al livello di emissioni dell’automobile in questione (più inquinano, più costano ai dipendenti).

Auto elettrica aziendale: come promuoverne l'uso tra i dipendenti (avrios.com)

Quali sono i maggiori produttori di auto elettriche del 2023?

I produttori: pro e contro

Esaminiamo ora i pro e i contro di ciascun produttore.

1. Tesla

Il colosso mondiale statunitense di Elon Musk detiene, perora, il primato di vendite di auto elettriche a livello mondiale, anche se il2023 ha visto il suo diretto concorrente cinese (BYD) superarlo per incremento nella produzione e crescita.

Tesla resta all‘avanguardia per quanto riguarda la tecnologia e la qualità dei propri prodotti. Presenta, quest’anno, una rinnovata Model 3 (per aerodinamica, fari, interni e colori), dopo sei anni dal suo lancio sul mercato.

La Model Y è l’auto più venduta del 2023.

Tesla inoltre:

possiede, da dieci anni, una sua rete di ricarica veloce estremamente efficiente a livello mondiale (Tesla Supercharger) che in Italia conta già quasi ottanta punti di ricarica (con più di seicento colonnine disponibili),

ha aperto questa sua rete anche a veicoli elettrici di altri produttori, rendendo la ricarica disponibile ai più, a sostegno della sostenibilità;

è sbarcata anche in India (dopo essersi insediata in Cina. È importante notare come, oggi, in presenza dei leader cinesi, in alcune aree urbane siano bandite le Tesla), Paese che prospetta una crescita esponenziale e sul quale Musk sta puntando. Grazie alla lungimiranza di Tesla, il governo indiano ha addirittura abbattuto le tasse sulle importazioni di auto, lasciando libero il mercato e consentendo grandi vendite.

Pro:
  • Innovazione tecnologica: Tesla è spesso considerata il leader del settore grazie alla sua tecnologia avanzata in termini di prestazioni, autonomia e capacità di carica.
  • Rete di carica: Tesla ha sviluppato la propria rete di stazioni di ricarica (Supercharger) con una distribuzione capillare in molte nazioni.
  • Interfaccia utente: sistema di infotainment intuitivo e costantemente aggiornato con over-the-air updates.
Contro:
  • Prezzo: spesso più elevato rispetto ad altri marchi.
  • Qualità costruttiva: alcuni clienti hanno segnalato problemi di qualità nei modelli precedenti.

2. Lucid Motors

Pro:
  • Design lussuoso: Lucid si rivolge al segmento di lusso offrendo interni di alta qualità e finiture sofisticate.
  • Autonomia: La Lucid Air, ad esempio, ha una delle migliori autonomie sul mercato.
Contro:
  • Diffusione: essendo una società relativamente nuova, la presenza di stazioni di ricarica e centri di assistenza è ancora in fase di espansione.

3. Rivian

Pro:
  • Versatilità: Rivian produce veicoli adatti sia per l'uso urbano che per le avventure off-road.
  • Capacità di carico: i loro veicoli, come il R1T, offrono capacità di carico e di traino notevoli per un EV.
Contro:
  • Disponibilità: la produzione è ancora limitata e potrebbero esserci tempi di attesa prolungati per la consegna.

4. NIO

Pro:
  • Sistema Battery Swap: NIO ha introdotto la possibilità di sostituire rapidamente la batteria scarica con una carica, riducendo i tempi di attesa.
  • Servizi premium: offre vari servizi aggiuntivi ai suoi clienti, come il NIO House e il NIO Service.
Contro:
  • Mercato principale: la presenza di NIO è ancora principalmente concentrata in Cina, anche se sta cercando di espandersi globalmente.

5. Polestar

Pro:
  • Design: Polestar, una filiale di Volvo, ha un design distintivo che combina minimalismo scandinavo con prestazioni sportive.
  • Tecnologia: equipaggiata con un sistema infotainment basato su Android, offre un'esperienza utente intuitiva e avanzata.
Contro:
  • Rete di carica: essendo un marchio relativamente nuovo, non ha una rete di carica proprietaria come Tesla.

6. Fisker

Pro:
  • Sostenibilità: Fisker punta a produrre veicoli eco-friendly, utilizzando materiali sostenibili all'interno delle loro auto.
  • Design: le auto Fisker hanno un design unico e accattivante.
Contro:
  • Storia passata: Il precedente veicolo di Fisker, la Karma, ha avuto problemi di affidabilità, il che ha potuto influenzare la percezione del marchio.

7. Lightyear

Pro:
  • Autonomia: Lightyear mira a produrre veicoli con un'autonomia estremamente elevata.
  • Pannelli solari integrati: Questi permettono una ricarica supplementare, rendendo le auto parzialmente alimentate dall'energia solare.
Contro:
  • Prezzo: essendo veicoli ad alta tecnologia e con caratteristiche uniche, hanno un prezzo più elevato.

8. Aiways

Pro:
  • Prezzo competitivo: Aiways, un marchio cinese, punta a offrire veicoli elettrici a prezzi più accessibili.
  • Semplicità: veicoli progettati per le esigenze quotidiane senza funzioni eccessivamente lussuose.
Contro:
  • Percezione del marchio: essendo un marchio relativamente sconosciuto in Europa, potrebbe avere una percezione di minor qualità rispetto ad altri marchi più consolidati.

Conclusione

La scelta del produttore ideale dipende dai bisogni individuali e dalle priorità di ciascun acquirente. Mentre Tesla rimane una scelta solida per coloro che cercano innovazione e una rete di carica estesa, Lucid offre una soluzione di lusso con un'autonomia impressionante. Rivian è perfetta per gli amanti dell'avventura, mentre NIO potrebbe attirare coloro che sono alla ricerca di soluzioni innovative come il Battery Swap.

Prima di effettuare una scelta, è sempre consigliato testare personalmente i veicoli, valutare la rete di assistenza nella propria zona e considerare l'autonomia e i tempi di ricarica rispetto alle proprie esigenze quotidiane.

I maggiori produttori di auto elettriche del 2023 (avrios.com)

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