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Auto aziendale come fringe benefit: estrapolare i dati giusti

Vediamo come estrapolare i dati giusti sulle emissioni dei veicoli affinché la tassazione dell’auto aziendale come benefit sia corretta.

Ottobre 28, 2022

Che cosa sono i fringe benefit

I fringe benefit sono benefici secondari, accessori. Si tratta di una forma di retribuzione – elargita dall’azienda al dipendente – che affianca e completa quella tradizionale, è il cosiddetto «compenso in natura», dunque beni e servizi, che l’impresa concede (per scelta autonoma o concordata) ai lavoratori. Fanno parte del piano di welfare dell’azienda e, in effetti, hanno proprio lo scopo di gratificare i collaboratori per la bontà del lavoro svolto e di motivarli affinché operino sempre meglio. Sono un incentivo mirato a soddisfare, a donare benessere, e a incoraggiare i propri salariati ed è la legge a prevedere il fatto che possano esistere (articolo 2099 comma 3 del Codice Civile).

Ne esistono di diversi tipi, coprono numerosi aspetti, perché sono estremamente personalizzabili, a seconda delle inclinazioni e delle necessità dei destinatari.

Vediamo allora, nello specifico:

  • 1) l’auto aziendale come fringe benefit;
  • 2) la tassazione dell’auto aziendale come fringe benefit;
  • 3) come estrapolare i giusti dati relativi alle emissioni dei veicoli per avere una tassazione corretta.

1) L’auto aziendale come fringe benefit

  • Tra i fringe benefit prediletti dai dipendenti (accanto a: buoni pasto, telefono/pc/tablet, polizze assicurative, cassa sanitaria, supporto per mutui/finanziamenti, buoni scuola, sconti/convenzioni, …) ecco l’auto, la quale può essere concessa (come nella maggior parte dei casi) a uso promiscuo (sia per scopi lavorativi che personali, nel caso in cui il veicolo sia a noleggio o in leasing), oppure a uso personale (quando il mezzo è di proprietà dell’azienda).
  • Per i lavoratori, poter usufruire di un’auto in questa chiave è altamente vantaggioso perché non devono accollarsi le spese dell’acquisto/noleggio del veicolo, né tantomeno quelle relative alla manutenzione, all’assicurazione, al bollo, al carburante (se presente carta carburante fornita dalla compagnia). Si ritrovano, insomma, a utilizzare il mezzo per spostamenti legati al lavoro durante la settimana e a sfruttarlo per le proprie necessità nel tempo che eccede rispetto a quello lavorativo.
  • Tuttavia, pur essendo un servizio che agevola e motiva il dipendente, non è del tutto gratuito, proprio perché si somma al suo reddito. Sull’auto aziendale come fringe benefit grava dunque una forma di tassazione regolata dall’Art. 51 del T.U.I.R. (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

Cerchiamo di capirne i risvolti.

2) La tassazione dell’auto aziendale come fringe benefit

Entrando, l’auto aziendale, a far parte – in qualità di fringe benefit – del reddito del dipendente, essa viene tassata. Ma in che modo?

  • Per gli accordi sulla concessione dell’auto come fringe benefit presi prima dell’1 luglio 2020, la tassazione si basa sulle tabelle chilometriche Aci (si tratta di tabelle pubblicate annualmente sulla Gazzetta Ufficiale. Vi si trovano i valori per tutti i veicoli esistenti sul mercato, suddivisi per tipologia, per motorizzazione e per il loro essere in produzione o meno): «è considerato reddito del dipendente il 30% del costo che deriva dal percorrere quindicimila chilometri in un anno con quel determinato tipo di automobile», recita la normativa.
  • Per gli accordi sulla concessione dell’auto come fringe benefit presi a partire dall’1 luglio 2020, invece, la tassazione dei veicoli a uso promiscuo è inversamente proporzionale al livello di emissioni dell’automobile in questione (più inquinano, più costano ai dipendenti).
  • Per i contratti stipulati dall’1 gennaio 2021, inoltre, grazie a un emendamento al Decreto Sostegni-bis, cambiano le soglie di pagamento, si allargano leggermente le maglie: se prima, ad esempio, la tassazione era del 30% alla luce di emissioni di CO2 comprese tra i 61 e i 160 g/km, ora quel 30% comprende veicoli con emissioni tra i 61 e i 190g/km. Per emissioni tra 191 e 230 g/km diventa del 50%, e sopra i 230 g/km, è del 60%. La soglia resta invece immutata per la tassazione del 25% (veicoli con emissioni tra 0 e 60 g/km). 

Questo significa che le auto green, quindi a basse o bassissime emissioni (ibride ed elettriche) comportano una tassazione minima. Ecco il motivo per il quale, attualmente, sono le più richieste anche dai dipendenti. Pesantemente penalizzate, invece, le endotermiche con emissioni elevate.

Il tutto in accordo con la svolta ecologica auspicata dal piano del Green Deal europeo, quella che prevede «zero emissioni nette entro il 2050».

3) Come estrapolare i giusti dati relativi alle emissioni dei veicoli per avere una tassazione corretta

Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, la tassazione è al minimo per le vetture con basse e bassissime emissioni. Questo è, senza dubbio, un incentivo, da parte dello stato, che tende a orientare le scelte delle aziende e le preferenze dei dipendenti verso le auto ibride ed elettriche, sempre in consonanza con le direttive europee in materia di sostenibilità.

Affinché, però, la tassazione sia corretta in busta paga (e quindi per non incorrere in pagamenti troppo elevati o troppo contenuti, nonché in possibili sanzioni), è necessario che i dati relativi alle emissioni di ciascun veicolo vengano estrapolati, raccolti e letti in maniera molto precisa. Il supporto di un software di gestione aiuta il fleet manager in maniera determinante anche in questo processo.

Con il software (in particolare con quello di Avrios), ad esempio:

  • le informazioni sulle emissioni vengono estrapolate tramite il numero di telaio, che è identificativo per ciascuna vettura. (Dal numero di telaio si ricavano infatti informazioni molto dettagliate su tutti gli aspetti del veicolo: colore carrozzeria, combustibile, tipo di cambio, configurazione, equipaggiamento, consumi, emissioni,…).
  • È bene, comunque, operare un doppio controllo, perché a volte il solo numero di telaio non basta (questo accade se, ad esempio, il costruttore non ha dichiarato tutti i dati relativi alle emissioni con estrema precisione).
  • Ecco perciò la necessità di caricare sulla piattaforma del software anche il libretto del veicolo, che, sulla seconda pagina, al numero v.7, reca la specifica sulle emissioni della vettura.
  • Per la legge italiana, peraltro, fa fede proprio il libretto, quindi è sempre opportuno impegnarsi con questa doppia attenzione sui dati.

Una volta noto, con precisione, il volume delle emissioni in grammi al chilometro, il software individuerà la classe di tassazione in cui inserire il veicolo concesso come fringe benefit al dipendente, in base agli aggiornamenti dei parametri operati dalla legge e dalle tabelle Aci.   

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