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Software di gestione flotta aziendale: prospettive e necessità future

Con l’avanzare dell’autonomia nella guida, la complessità dei dati trasmessi dalle auto cresce: ecco la necessità del software di gestione

Luglio 14, 2022

L’importanza del software nella gestione della flotta aziendale oggi

Ad oggi, la digitalizzazione del parco auto, dunque l’introduzione di un software di gestione della flotta aziendale, si rivela di grande importanza: a differenza del tradizionale foglio di calcolo Excel, infatti, permette al fleet manager di avere, a portata di click, uno sguardo sempre aggiornato e completo sulla situazione di ciascun veicolo.

Il foglio di calcolo Excel è gratuito, ma:

  • dipende dall’inserimento manuale di ogni singolo dato, il che può facilmente condurre in errore in fase di aggiornamento/scelta formule/creazione-rimozione celle, e così via;
  • per il medesimo motivo, richiede un copioso investimento in termini di tempo, che si estende anche alla fase di reperimento dati;
  • il sistema non rileva né segnala eventuali errori;
  • non assicura una visione d’insieme di costi/risparmio/dati generali e particolari;
  • non concede che vi si intervenga, contemporaneamente, in più di una persona, da più di una postazione;
  • non aggiorna su scadenze, né su altro. Insomma, non interagisce con l’utente.

Il software di gestione della flotta aziendale, invece:

  • garantisce una visibilità completa dei dati;
  • riduce i costi;
  • permette di risparmiare tempo, grazie alle automazioni;
  • consolida la flotta e la prepara per la crescita;
  • consente di restare sempre aggiornati.

Che impatto avranno, allora, le nuove tendenze della mobilità sulla gestione delle flotte aziendali e sull’utilizzo o meno di un software?

Le nuove prospettive di mobilità: la guida autonoma

Il futuro della mobilità strizza l’occhio all’autonomia e, di conseguenza, alla complessità.

La tendenza, infatti, è proprio quella che si muove nella direzione delle self-driving cars o autonomous vehicles – AV: mezzi che sfruttano una complessa combinazione di sensori, telecamere, LiDAR (Light Detection and Ranging, ossia un sistema radar che, servendosi della luce in forma pulsata di laser, permette di identificare oggetti presenti sul percorso e di evitare collisioni), e intelligenza artificiale per viaggiare senza la presenza di un operatore umano.

Ad oggi, il grado di autonomia è ancora piuttosto basso (nel nostro Paese, ad esempio, è attualmente consentita, per legge, solo l’omologazione di veicoli di livello SAE 2 – su sei livelli, dallo zero al cinque – quindi a guida cooperativa, non autonoma, ove la responsabilità resta completamente del conducente in caso di incidente), ma nel giro di pochi decenni le auto si guideranno da sole, grazie a sistemi informatici estremamente raffinati detti intelligenze artificiali (IA).

Cosa comporterà questo altissimo grado di autonomia?

La guida autonoma e l’ingente quantità di dati: il software di gestione sarà imprescindibile nel prossimo futuro

Con il crescere del livello di autonomia delle vetture, i dati forniti dai dispositivi di tracciamento GPS e dai lettori OBD (On-Board Diagnostics, diagnostica di bordo) aumenteranno in maniera esponenziale e si faranno via via più complessi.

Essi, infatti, non riguarderanno soltanto la localizzazione e l’attività del veicolo, ma anche tutta una serie di dettagli estremamente precisi riguardanti sia la realtà presente che l’eventualità di rischi:

  • i comportamenti/stati di salute del conducente (fintanto che sarà presente);
  • i tempi di guida, di sosta, di intrattenimento con i clienti;
  • le frenate, le sterzate, le accelerazioni brusche;
  • il consumo/spreco di carburante, le soste prolungate a motore acceso;
  • lo stato del motore/della batteria;
  • la necessità di interventi di manutenzione;
  • le interazioni della vettura con l’esterno e dell’ambiente con la vettura a trecentosessanta gradi;
  • le interazioni del veicolo con i veicoli che lo circondano;
  • i rischi incombenti e quelli probabili;

e così via.

In un’ottica di questo genere, ove la quantità e l’accuratezza dei dati saranno estreme, si renderà dunque assolutamente necessaria la presenza di piattaforme digitali ove tali dati possano essere convogliati, smistati, letti in automatico e in tempo reale al fine d’essere messi a disposizione dei fleet e dei mobility manager, i quali potranno, sulla base di tali informazioni, prendere le decisioni più accurate per il contenimento dei costi e per l’ottimizzazione della flotta.

Imprescindibile, allora, in ogni flotta, sarà la presenza di un software, via via più sofisticato, che possa sostenere l’ingresso, il salvataggio e la gestione di quella quantità così ampia e così articolata di informazioni.

Il ritardo nel salvataggio o nella lettura anche solo di pochi dati, potrebbe compromettere, infatti, non solo la marcia della singola vettura, ma il traffico nel quale la stessa è incanalata, perché tutti i veicoli, nel momento in cui la loro autonomia crescerà, saranno parte di un disegno ampio di mobilità urbana e extra-urbana, che funzionerà grazie al reciproco interagire dei singoli mezzi.

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