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Come gestire la transizione all’elettrico per la flotta aziendale

Vediamo i punti salienti e i processi legati al delicato momento della transizione della flotta aziendale all’elettrico.

Novembre 4, 2022

Quello della transizione della flotta all’elettrico è un trend di grande tendenza, oggi. Molte aziende avvertono la necessità e la volontà di ridurre le loro emissioni di CO2 e l’elettrificazione della flotta è un approdo estremamente efficace:

  • per abbracciare una filosofia più green,
  • per guadagnare in termini di immagine,
  • per agire nell’ottica della svolta ecologica auspicata dal piano del Green Deal europeo che prevede «zero emissioni nette entro il 2050».

Questo passaggio è quindi un argomento-chiave che non può che farsi, via via, sempre più rilevante. Com’è naturale, l’elettrificazione della flotta rappresenta, per l’azienda, una sfida nuova e molto significativa, i cui punti cardine riguardano l’installazione di infrastrutture di ricarica e la gestione di una flotta di tipo nuovo.

Vediamone, allora, gli aspetti principali:

  • 1) La situazione dell’elettrico in Italia,
  • 2) i vantaggi della transizione,
  • 3) le fasi della transizione,
  • 4) le valutazioni necessarie per avviare la transizione,
  • 5) la valutazione del TCO,
  • 6) i vantaggi e gli svantaggi legati ai vari tipi di veicoli elettrici,
  • 7) la gestione di una flotta parzialmente o totalmente elettrificata,
  • 8) la questione relativa alle stazioni di ricarica,
  • 9) l’adeguamento della mobility policy,
  • 10) i possibili errori da evitare in fase di transizione,
  • 11) il supporto di Avrios in questa importante fase di passaggio.

1) La situazione dell’elettrico in Italia

Nell’agosto 2022 nel nostro Paese si è registrato un calo del 29,7% nell’immatricolazione dei veicoli totalmente elettrici (BEV) e del 17,1% in quella degli ibridi (PHEV) rispetto all’agosto 2021. Ce lo riporta a chiare lettere l’analisi di Motus-e, che titola il proprio reportage: Agosto 2022 – L’Italia rallenta, mentre l’Europa sta correndo. L’Italia era infatti l’unica in Europa ad aver avuto una quota di mercato di BEV in calo nei primi otto mesi del 2022, mentre in tutti gli altri Paesi si è registrato un significativo aumento, dal 13% della Germania all’81% del Belgio.

La cause potrebbero essere:

  • la mancanza di vetture sul mercato dovuta alla crisi delle materie prime,
  • la mancanza di incentivi statali importanti per le flotte aziendali.

Il Ministero dello Sviluppo Economico aumenterà dunque l’entità delle sovvenzioni, ma le estenderà, in più (per ora spettano ai privati), alle società di noleggio, ma non ancora alle flotte, purtroppo.

Dal 2035, però, secondo le direttive europee, sarà opportuno acquistare solo vetture a emissioni zero, perciò il passaggio all’elettrico si renderà necessario anche per le flotte aziendali.  

2) I vantaggi del passaggio all’elettrico della flotta

La tendenza, per le auto a motore endotermico, sarà quella di sparire dal mercato, perciò vediamo quali siano i vantaggi principali della transizione all’elettrico:

  • Emissioni di CO2 ridotte/azzerate: con l’elettrificazione della flotta, ci si pone in linea con il Green Deal europeo e si contribuisce dunque alla sensibile diminuzione dell’inquinamento atmosferico.
  • Ritorno in termini di immagine: le aziende che sposano la causa ecologica e si impegnano nella transizione all’elettrico della propria flotta hanno un riscontro molto positivo in termini di immagine, acquisiscono infatti prestigio tanto a livello nazionale, quanto internazionale.
  • Vantaggi nella circolazione cittadina: le auto elettriche usufruiscono gratuitamente dei parcheggi con strisce blu e possono circolare liberamente nelle Ztl e nei centri storici, così da ridurre ulteriormente i costi per l’azienda.
  • Contenimento dei costi per il rifornimento: la ricarica elettrica costa sensibilmente meno rispetto al rifornimento con benzina/diesel. Questo consente un significativo contenimento dei costi per l’azienda.
  • Contenimento dei costi per la manutenzione: i veicoli totalmente elettrici necessitano di minor cura e consentono di risparmiare in maniera considerevole. Questo, principalmente, perché – come esplicitato con estrema chiarezza e sintesi nello studio condotto da Motus-E – «meno cose ci sono in un motore, meno cose si possono rompere.», e i motori delle vetture elettriche possiedono sino all’80% in meno di componenti rispetto a quelle a gasolio/benzina.
  • Incentivi sull’acquisto delle colonnine di ricarica: Sono 90 i milioni di euro stanziati dal Governo e dal Ministero della Transizione Ecologica per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture e punti di ricarica per auto elettriche: si tratta del «Bonus Colonnine Elettriche» (gestito dalla società Invitalia), che prevede un contributo statale a fondo perduto del 40% (Decreto del Ministero della Transizione Ecologica del 25 agosto 2021). Quest’iniziativa è dedicata ad aziende, enti pubblici, e privati che svolgono attività commerciali (quindi: persone fisiche che esercitano attività commerciali, artistiche e professionali e persone soggette all’imposta sul reddito delle società – IRES).
  • Comfort alla guida: un aspetto che potrebbe incontrare il favore dei dipendenti. Le auto elettriche sono infatti molto confortevoli grazie alla loro silenziosità estrema e alla loto fluidità nella guida.
  • Accelerazione vivace: altro punto interessante per i dipendenti, la prontezza di questi veicoli nella reazione all’accelerazione dovuta alla coppia nel motore, che è maggiore rispetto a quella delle endotermiche. 
  • Inquinamento acustico ridotto: grazie alla particolare silenziosità di questi veicoli, anche l’inquinamento acustico si riduce considerevolmente.

3) Le fasi della transizione

Il processo di transizione, in genere, si articola in quattro fasi:

  • I. Valutazione: dei costi, dei veicoli da sostituire/integrare, e delle infrastrutture di ricarica da inserire o da trovare nelle vicinanze.
  • II.  Passaggio graduale: con sostituzione iniziale di un piccolo numero di vetture e un test che valuti i risvolti in base alle previsioni fatte.
  • III. Analisi dell’impatto: per la quale si terrà conto del riscontro degli autisti e si analizzeranno i dati relativi ai nuovi veicoli elettrici (costi e risparmio), se possibile, grazie al supporto di un software di gestione che aiuti nel raccogliere, selezionare, reperire e analizzare in automatico tutte le informazioni necessarie.
  • IV. Espansione: transizione totale della flotta all’elettrico, o della parte necessaria.

4) Valutazioni necessarie per operare la transizione

La valutazione passaggio all’elettrico in fase iniziale risulta dal compromesso tra:

  • il rapporto benefici-costi (occorre comprendere quali siano i profili dei propri autisti, i percorsi più battuti con le auto aziendali e dove siano ubicate le colonnine di ricarica pubbliche e private nelle varie località che si raggiungono),
  • l’orientamento strategico dell’azienda (occorre considerare l’importanza degli obiettivi ambientali per l’azienda e quanto valore possa avere il passaggio all’elettrico in termini di ritorni d’immagine).

5) Considerazione del TCO

Siano, i veicoli della flotta, diesel, ibridi o totalmente elettrici, il fleet manager dovrà comunque considerarne:

  • i costi fissi (approvvigionamento, ammortamento, tasse, …),
  • i costi variabili (manutenzione, riparazione, carburante),
  • le sovvenzioni e gli aspetti fiscali.

6) Vantaggi e svantaggi legati ai vari tipi di veicoli elettrici

Veicoli ibridi (Mild-, Full-, Plug-in)

In genere, i Full Hybrid vengono preferiti ai Mild Hybrid, perché questi ultimi, in effetti, non portano una significativa diminuzione nelle emissioni di CO2. Anche gli ibridi plug-in si trovano, spesso, tra le soluzioni adottate nelle flotte aziendali per la transizione all’elettrico.

I modelli ibridi possono infatti viaggiare in città a zero emissioni (sfruttando il motore elettrico) e, aspetto molto rassicurante per driver e fleet manager, non presentano i problemi di autonomia delle vetture puramente elettriche grazie all’intervento del motore termico, ergendosi dunque a soluzione favorita per i lunghi viaggi.

I vantaggi dei veicoli ibridi:

  • riduzione delle emissioni di CO2 rispetto ai veicoli a motore termico;
  • possibilità di circolare in città in modalità puramente elettrica, dunque a zero emissioni (sì circolazione nelle ZTL, ad esempio, in modalità elettrica);
  • meno limitazioni in merito all’autonomia rispetto alle auto elettriche pure.

Gli svantaggi dei veicoli ibridi:

  • in autostrada non forniscono un’elevata convenienza in termini di consumi ed emissioni;
  • i costi di acquisto, di leasing, e di noleggio sono superiori in confronto ai veicoli a motore termico (ma restano comunque più bassi rispetto ai BEV);
  • maggiori spese di manutenzione rispetto ai veicoli a motore termico.

Veicoli totalmente elettrici

I vantaggi dei veicoli puramente elettrici:

  • azzerano le emissioni di CO2;
  • nessuna restrizione alla circolazione a livello nazionale ed europeo (sempre permessa nelle ZTL, ad esempio);
  • agevolazioni nel pagamento dei parcheggi con strisce blu;
  • risparmio sui costi di mantenimento (costo più basso per l’alimentazione e spese di manutenzione contenute);
  • ritorno in termini di immagine per le aziende che sposano la filosofia green.

Gli svantaggi dei veicoli aziendali puramente elettrici:

  • elevato costo d’acquisto;
  • ridotta autonomia delle vetture sui viaggi lunghi, che scatena l’“ansia da autonomia” in driver e fleet manager, che preferiscono dunque puntare ancora su modelli tradizionali a motore termico o, al massimo, su soluzioni ibride, al momento più rassicuranti;
  • conoscenza non ancora completa di questa tecnologia da parte delle aziende;
  • ancora troppo pochi punti di ricarica.

7) Gestione di una flotta parzialmente o totalmente elettrificata

La gestione di una flotta elettrificata (del tutto o parzialmente) non è tanto differente da quella di una flotta tradizionale, richiede:

  • la gestione efficiente dei dati (se possibile attraverso un software),
  • il controllo dei costi,
  • la gestione delle fatture,
  • una car/mobilty policy efficace e sempre aggiornata,
  • gli aggiornamenti normativi sulla responsabilità del titolare,
  • la formazione dei conducenti.
  • In più, necessita del controllo su nuove voci di costo, come le strutture di ricarica.

8) Le strutture di ricarica

Prima di sviluppare stazioni di ricarica aziendali, il fleet manager dovrà tener conto di alcuni aspetti determinanti:

  • quanti veicoli elettrici siano presenti nella flotta,
  • l’eventualità di aumentare tale numero,
  • chi userebbe le stazioni di ricarica, quando e quanto a lungo,
  • quanti veicoli sarebbe opportuno che fossero caricati contemporaneamente,
  • quali vantaggi comporterebbe l’installazione di questi punti di ricarica.

Le stazioni di ricarica

si dividono in:

  • stazioni di ricarica sul posto di lavoro (come abbiamo appena visto), le quali assicurano velocità di ricarica, e la possibilità di far effettuare il rifornimento anche a utenti esterni, non solo ai dipendenti.
  • Stazioni di ricarica pubbliche (in  parcheggi, aree di servizio,…), garantiscono flessibilità, mobilità (essendo dislocate sul territorio), e l’utilizzo di tessere di ricarica per la fatturazione.
  • Stazioni di ricarica domestiche (presso il domicilio del dipendente), permettono il trasferimento d’uso nel contratto di lavoro.

I tipi di strutture di ricarica

Esistono, anzitutto (come evidenziato da Arera, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), quattro tipologie di ricarica, a seconda della potenza/velocità d’erogazione:

  • lenta o slow, per ricariche fino a 7,4 kW;
  • accelerata o quick, per ricariche fino a 22 kW;
  • veloce o fast, per ricariche fino a 50 kW;
  • ultra-veloce o ultra-fast, per ricariche oltre i 50 kW.

Queste quattro tipologie si concretizzano in due soluzioni principali: wallbox e colonnine.

  • Le wallbox sono caricatori elettrici installati nel muro, funzionano a corrente alternata (AC) e hanno potenza minore. Appartengono dunque alla tipologia slow e quick (7-22 kW) e rappresentano la soluzione migliore a livello domestico e per le piccole e medie imprese. (Costo 900-1.500 Euro, sino a 4.000 Euro se diventano colonnine quick per residenze, uffici, luoghi pubblici).
  • Le colonnine, invece, sono caricatori inseriti in soluzioni verticali fissate al pavimento (pali), funzionano a corrente continua (DC) e hanno potenza maggiore. Appartengono alla tipologia fast e ultra-fast (23-50 kW e oltre). Le colonnine fast sono generalmente scelte dalle grandi aziende, dagli esercizi commerciali e dalle pubbliche amministrazioni, mentre le colonnine ultra-fast, molto ingombranti e costose, si trovano per lo più sulle autostrade e negli snodi extra-urbani. (Costo 22.000-29.000 Euro / 26.000-80.000 Euro).

(Un’ulteriore soluzione per le grandi aziende che volessero elettrificare la propria flotta potrebbe essere, anziché l’installazione di una sola colonnina fast, quella di più wallbox quick, al fine di ricaricare diversi veicoli contemporaneamente).

Normativa per l’installazione punti di ricarica

Il parcheggio aziendale è considerato un «luogo privato aperto a terzi». È dunque assimilato – dalla normativa italiana – ai luoghi pubblici.

Se perciò l’azienda decide di installarvi stazioni di ricarica, esse devono appartenere al Modo 3 della normativa internazionale IEC 61851-1, ovvero deve esistere un collegamento diretto del veicolo elettrico alla rete AC di alimentazione tramite apparecchiature apposite.

L’installazione delle stazioni di ricarica da parte delle aziende non prevede la richiesta di autorizzazioni o permessi (a parte le consuete esecuzioni delle pratiche aziendali con comunicazione di codice fiscale e iscrizione al Registro Imprese), proprio perché la colonnina/wallbox di ricarica è considerata impianto aziendale, gestito autonomamente dall’azienda stessa.

Le carte di ricarica

Le carte di ricarica (da adottare anche in caso di infrastrutture interne all’azienda) facilitano il lavoro del fleet manager, perché:

  • permettono di tracciare in modo inequivocabile tutti i pagamenti,
  • le transazioni sono trasparenti e si hanno meno errori nelle segnalazioni,
  • i pagamenti sono sicuri, grazie ai limiti di spesa,
  • il comportamento (nei confronti delle ricariche) degli autisti è costantemente sotto controllo,
  • c’è un controllo capillare della quantità di elettricità prelevata,
  • i punti di ricarica interni sono costantemente monitorati,
  • è possibile fissare tariffe per i dipendenti per l’uso privato dei veicoli.

La ricarica dell’auto aziendale come benefit

L’Agenzia delle entrate ha stabilito, proprio nel 2022, che il benefit della ricarica dell’auto aziendale elettrica «può beneficiare del regime di esclusione dal reddito di lavoro dipendente». Quindi la ricarica dell’auto aziendale elettrica può fruire del trattamento fiscale speciale.

9) Adeguamento della mobility policy

Il fleet manager, in linea con le linee strategiche aziendali, dovrà, in caso di transizione all’elettrico della flotta, adeguare anche la mobility policy aziendale, inserendovi la e-mobility e quindi tenendo in considerazione:

  • i costi, le strategie e l’impatto green dell’azienda (prendendo in esame, ad esempio, i limiti di CO2 e la quantità di veicoli elettrici introdotti, per evitare di cadere nel cosiddetto greenwhashing);
  • i costi totali (acquisto o approvvigionamento, assicurazione, carburante, tasse, manutenzione, carburante, …);
  • l’introduzione di infrastrutture di ricarica dell’azienda (tenendo conto della gestione dell’energia, della tecnologia, degli spazi necessari, così che non tutti i punti di ricarica siano sempre occupati, ma ne resti qualcuno libero per emergenza e per utenti esterni);
  • il sistema di fatturazione e le carte di ricarica (così da raccogliere tutti i dati relativi al rifornimento in automatico);
  • i profili di guida (prestando attenzione: alle preferenze personali, agli aspetti fiscali e alle opzioni di ricarica legate ai conducenti; alle restrizioni alla guida, com le Ztl ; all’utilizzo dei veicoli, urbano o extraurbano);
  • le condizioni generali (la possibilità di ricarica presso il domicilio del dipendente; l’uso corretto e l’ispezione dei veicoli).

10) Possibili errori da evitare in fase di transizione

Affinché la transizione all’elettrico risulti efficace, è bene dunque che il fleet manager presti attenzione ad alcuni punti fondamentali:

  • l’inserimento della e-mobility nella mobility policy aziendale;
  • il chiarimento delle modalità di pagamento della ricarica;
  • l’installazione di punti di ricarica in azienda;
  • l’esecuzione della valutazione dei rischi in conformità con la legge sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro;
  • la formazione dei conducenti;
  • la conservazione delle schede dei dati sulla sicurezza di ciascun veicolo.

11) Il supporto di Avrios in questa importante fase di passaggio

L’utilizzo di un software di gestione come riduce considerevolmente l’impiego in termini di tempo e semplifica la gestione. Grazie alla digitalizzazione e alle possibilità che offre, per esempio, una soluzione cloud accessibile da più postazioni contemporaneamente, i fleet manager hanno una visione d’insieme e il controllo della flotta in ogni momento.

Importanti funzioni del softwaredi Avrios:

  • registrazione completamente automatica delle fatture, delle carte di ricarica, del carburante, dei consumi, e dell’assegnazione dei veicoli ai conducenti;
  • cruscotto green e calcolatore di CO2;
  • reportistica in tempo reale;
  • gestione digitale dei sinistri via app o grazie alla hotline 24/7, ottenendo l’approvazione dell’assicurazione e del leasing, fino alla riparazione;
  • promemoria automatico degli appuntamenti;
  • controllo della conformità con i controlli elettronici della patente di guida e dei regolamenti sulla prevenzione degli incidenti;
  • gestione fluida e intelligente dei veicoli della flotta con il software di car-sharing aziendale.

Un software personalizzato, dunque, semplifica la gestione della flotta e riduce l’impiego di tempo

Ogni flotta è diversa. Per questo motivo Avrios offre tre pacchetti di software su misura per le vostre esigenze:

  • la versione base di Avrios è gratuita, sostituisce i fogli di calcolo Excel ed è il primo passo verso la digitalizzazione della flotta.
  • Con il pacchetto Pro, è possibile controllare e ridurre i costi della flotta in modo molto efficace.
  • Il pacchetto Enterprise è perfetto per le esigenze individuali di ogni flotta. In questo modo, le aziende possono servirsi della struttura informatica specifica di Avrios e sfruttarne tutte le interfacce.

Conclusioni

La transizione della flotta aziendale all’elettrico è, senza dubbio, un punto di fondamentale importanza, soprattutto guardando al futuro:

  • porta all’azienda un ottimo ritorno in termini di prestigio e sostiene l’ambiente, sia a livello di inquinamento ambientale che acustico, che vengono notevolmente ridotti.
  • Nonostante i prezzi dei veicoli siano ancora molto elevati (si attendono incentivi anche per le aziende in questo senso, nel nostro Paese), è comunque possibile un significativo contenimento dei costi a livello di rifornimento e di manutenzione.
  • Installare le proprie colonnine di ricarica (con bonus, questa volta), inoltre, consente di avere sempre a disposizione punti di “rifornimento”, in attesa che la rete di infrastrutture di ricarica in Italia si faccia più nutrita.
  • L’autonomia delle vetture elettriche non è infatti altissima, ma per le aziende che compiono principalmente spostamenti cittadini, è l’ideale. Qualora ci sia necessità di percorrere tratte lunghe, è bene pianificare per tempo il viaggio e il percorso, così da individuare, in anticipo, i punti di ricarica.

L’utilizzo di unsoftware di gestione come quello di Avrios, senza dubbio, facilita il fleet manager, rendendo questa transizione semplice e intuitiva.

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