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Guida autonoma: sicurezza e responsabilità in caso di sinistro

Parliamo dei possibili scenari che si apriranno in caso di sinistro con veicoli a guida autonoma: di chi sarà la responsabilità?

Gennaio 25, 2023

Tradizionalmente, in caso di sinistro, la responsabilità per lo stesso ricade su uno dei due autisti coinvolti.

Ma:

  • che cosa succederà nel momento in cui la guida si farà totalmente autonoma, le vetture non avranno guidatore e si verificherà comunque un incidente?
  • Chi dovrà addossarsi la colpa?

Proviamo a rispondere analizzando le soluzioni più verosimili per questo scenario futuro.

Consideriamo allora:

  • 1) le principali caratteristiche dei veicoli autonomi;
  • 2) le probabili prospettive sulla responsabilità;

e traiamo delle

  • 3) conclusioni.

1) Le principali caratteristiche dei veicoli autonomi

I veicoli a guida autonoma (self-driving cars o autonomous vehicles – AV) sono mezzi che sfruttano una complessa combinazione di sensori, telecamere, LiDAR (Light Detection and Ranging), e intelligenza artificiale per viaggiare senza la presenza di un operatore umano. Esistono, però, vari livelli di autonomia (sei, per la precisione), individuati dalla SAE (Society of Automotive Engineers):

  • Livello SAE 0: l’operatore umano compie tutte le azioni. La guida è dunque puramente manuale e tutta la responsabilità è del conducente. Si tratta dei veicoli tradizionali.
  • Livello SAE 1: la presenza a bordo di ADAS (Advanced Driver Assistance System) di base (segnalatore di superamento di corsia, di cartelli stradali, …) supporta il conducente. La guida si fa cooperativa e garantisce maggior sicurezza, sebbene la responsabilità resti ancora, in toto, del driver.
  • Livello SAE 2: gli ADAS presenti sul veicolo (es: cruise controllo adattivo) controllano sterzata, frenata, e accelerazione in determinate circostanze, ma il conducente deve comunque fare attenzione e continuare a guidare. Anche su questi mezzi la responsabilità resta del driver.
  • Livello SAE 3: il sistema di guida automatizzata può procedere a condurre il veicolo senza ausilio umano in determinate circostanze (es: guida in autostrada), durante le quali, il driver deve comunque essere pronto a riprendere il controllo del mezzo. Questo è il primo livello in cui il veicolo, giuridicamente, è definito “a guida autonoma”.
  • Livello SAE 4: il sistema di guida automatizzata può procedere a condurre il veicolo senza ausilio umano in determinate circostanze, durante le quali il driver può permettersi di non prestare attenzione. Il livello di automazione è molto elevato, ma c’è sempre la possibilità di ripristinare il controllo manuale, se necessario.
  • Livello SAE 5: il sistema di guida automatizzata conduce del tutto autonomamente il veicolo. Gli occupanti umani sono solo passeggeri e non si preoccupano in alcun modo della guida.

Prendiamo in considerazione la responsabilità in caso di sinistro per i mezzi SAE 5.

2) Le probabili prospettive sulla responsabilità in caso di sinistro con veicolo autonomo

Premettiamo che:

  • non esiste ancora una legislazione ufficiale in merito, in quanto si pensa che i veicoli di livello 5 possano essere in circolazione dopo il 2035,
  • il 2022 ha visto delle proposte mirate in materia, specialmente nel Regno Unito.

Prendiamo quindi in considerazione:

  • 2.1. lo scenario inglese;
  • 2.2. le ulteriori prospettive.

2.1. Le proposte del Regno Unito

La Commissione del Diritto inglese, nel 2022, ha avanzato suggerimenti al Parlamento proprio in materia di responsabilità in caso di incidente per i veicoli autonomi.

Queste proposte prevedono che:

  • gli individui a bordo di tali veicoli non sarebbero da ritenere responsabili di eventuali sinistri, in quanto sarebbero semplici passeggeri degli stessi;
  • sarebbero piuttosto i produttori di tali vetture e/o le agenzie che si incaricano del funzionamento dei software interni a dover essere ritenuti responsabili.

Ma c’è di più.

2.2. Le ulteriori prospettive

La responsabilità in caso di sinistro di veicolo autonomo, come si è visto, passerebbero dal guidatore ad altri attori, che vediamo ora ancor più nel dettaglio:

  • i costruttori, per difetti di produzione o mancata dichiarazione di determinate caratteristiche sulla sicurezza;
  • i fornitori, per la mancata dichiarazione di informazioni determinanti per la sicurezza;
  • l’azienda che gestisce il software di bordo dell’auto (azienda che possiede la flotta o esterna incaricata), per l’alterazione di funzionalità fondamentali per il veicolo;
  • la municipalità (comune, città) o ente responsabile della funzionalità dell’infrastruttura (smart road) sulla quale viaggiava il mezzo autonomo, per la mancata manutenzione/aggiornamento, ad esempio, delle vernici speciali (fotosensibili o sensibili alla temperatura, necessarie a sostituire l’illuminazione e i segnali verticali), e di altri stratagemmi e dispositivi che comunicano con i veicoli autonomi per indirizzare la guida;
  • il proprietario del veicolo (privato o azienda), per la mancata manutenzione ottimale della vettura, che comporta una non piena efficienza nel performare e dunque l’incorrere in malfunzionamenti e sinistri.

Esistono anche altri fattori:

  • condizioni atmosferiche particolarmente avverse;
  • interferenze fisiologiche nel segnale GPS.

Conclusioni

Nel momento in cui escluderemo del tutto l’errore umano in caso di sinistri perché in presenza di veicoli totalmente autonomi, gli scenari si faranno molto intricati, poiché:

  • non sempre sarà semplice individuare il responsabile, essendo le variabili molto numerose;
  • chi verrà ritenuto responsabile dovrà dimostrare di non esserlo e sarà una corsa ai ripari da parte di tutte le parti coinvolte per scagionarsi.
  • Si dovrà dunque attendere che:
  • gli stati propongano leggi specifiche in materia, affinché ogni singolo scenario possa essere regolato con precisione e chiarezza;
  • le assicurazioni accolgano i cambiamenti e adattino le loro prassi.

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